Il mio libro: “Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici”. Empatia, autodeterminazione e resilienza.

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Si può essere felici pur avendo una disabilità? Quali sono gli ingredienti necessari per raggiungere una buona qualità della vita? Queste le domande a cui fondamentalmente risponde questo libro che esplora il complesso intreccio tra fattori biologici, psicologici e socio-culturali che determinano il benessere psicologico e l’auto-realizzazione. Obiettivo? Fornire spunti, a professionisti e non addetti ai lavori, per identificare le diverse prospettive e pianificare interventi che affrontino le problematiche a diversi livelli, valorizzando sempre l’unicità e il ruolo soggettivo della persona con disabilità, regista essa stessa dei supporti per l’inclusione sociale, piuttosto che oggetto passivo di atteggiamenti pregiudizievoli e assistenzialisti.

In copertina: “Le chiavi di casa” di Roberta Maola.

Acquistabile anche con il bonus cultura e la carta del docente.

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Video delle presentazioni, recensioni e commenti

Recensione su Superabile INAIL –  n. 2 febbraio 2019 di A. P. 

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Video presentazione del 6 marzo 2019 presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio

Video presentazione del 6 febbraio 2019 presso la Biblioteca Tullio De Mauro


“Una visione diversa della disabilità: questo libro analizza psicologicamente le diverse criticità legate alla condizioni della disabilità con realismo e concretezza offrendo al contempo degli spunti di riflessione che permettono di trovare degli agganci di “resilienza”.
Consigliato sia a chi vive e/o conosce la situazione di disabilità che a chi è semplicemente incuriosito da una visione realistica e concreta.”

“Un libro necessario, consigliato a chiunque viva, lavori o semplicemente voglia approcciarsi alla realtà della disabilità motorio-sensoriale. Testo completo e rigoroso, ma nel contempo scorrevole, appassionante e toccante.
Mi resta la sensazione di un annullamento delle distanze, perché sia che siamo persone normodotate o con disabilità, vogliamo infine le medesime cose: autodeterminazione, rispetto, relazioni significative e gratificanti.
Bellissimo testo.” E. M.

Covid-19. Meccanismi di difesa e comportamenti a rischio.

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Da più parti ci giungono inviti a non mollare la presa sulle cautele per evitare il contagio. Allo stato attuale è più corretto dire che le misure di distanziamento sociale hanno impedito un dilagare incontrollato dell’epidemia e il collasso del Sistema Sanitario, piuttosto che produrre un’inversione di tendenza rispetto ai contagi. Essi infatti si attestano sui circa 4 mila al giorno.

Nella popolazione sta sopraggiungendo stanchezza, insofferenza ed ansia per le attività lavorative e sociali sospese: tutti aspettano con grande apprensione la comunicazione circa l’effettiva partenza della Fase 2, ma è notizia di ieri che il lockdown si prolungherà fino al 3 maggio.

E allora la nostra mente inizia a produrre “teorie” di senso comune che ci aiutano a giustificare i nostri comportamenti a rischio ed a camminare sul filo delle ambiguità delle ordinanze per poter uscire di casa ed avere un minimo di vita sociale.

Servizio di consulenza psicologica on-line. Sicuro, economico, riservato ed efficace. Per info e per prenotare un colloquio: contattami al 3478468667. Sono su Whatsapp, Messenger e Skype.

Questo comportamento, seppur comprensibile, ci espone al rischio di contagio, mette in pericolo i nostri cari e costringerà tutto il Paese a periodi di chiusura delle attività produttive che rischiano di protrarsi fino all’effettiva commercializzazione di un vaccino prevista fra 18 mesi.

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Solo per citarne alcuni veicolati dai social:

  • SPOSTAMENTO – Il virus uccide solo chi ha patologie pregresse e gli anziani: soprattutto nei primi momenti dell’epidemia il Covid-19 veniva rappresentato, anche dagli esperti, come un virus che potesse richiedere ricovero o portare alla morte solo coloro che, avendo altre patologie, sarebbero comunque destinati alla morte; in queste settimane abbiamo visto purtroppo giovani anche di 18 anni dover essere intubati ed altri morire; dividere la società in sani e malati, oltre ad essere immorale, è assolutamente rischioso;
  • NEGAZIONE – Con il Coronavirus ci sono stati tanti morti quanti gli altri anni:  in realtà le persone decedute per Covid-19 sono più di 18 mila in uno spazio di poco più di 1 mese con una progressione che si stima, senza restrizioni, sarebbe costato la vita ad oltre 40 mila persone.
  • IMPOTENZA – Il virus sarebbe nell’aria: ciò giustificherebbe il trasgredire l’indicazione del Governo per prevenire il contagio; in realtà non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino la capacità del virus di attaccarsi alle polveri sottili e spostarsi nell’aria; quindi mantenere la distanza di 1-2 metri e usare le mascherine sono misure che riducono significativamente il rischio di contagio.
  • RAZIONALIZZAZIONE – Annullare o trasgredire le disposizioni del Governo favorisce l’immunizzazione del popolazione; ammesso che ciò sia possibile in tempi ragionevoli, necessiterebbe il contagio di almeno il 60% della popolazione con un tributo di morti incalcolabile.
  • PROIEZIONE – Le teorie complottiste creano un nemico invisibile sul quale proiettare il senso di colpa per i propri comportamenti irresponsabili; nei giorni passati si sono diffuse teorie sulla creazione artificiale del virus o sulla sua diffusione intenzionale, la maggior parte sono fantasiose, le altre sono state smentite. Tuttavia, possono avere l’effetto di deresponsabilizzarsi per i comportamenti che causano contagio e morti: a monte, la responsabilità sarebbe di un’entità distante e misteriosa che avrebbe “creato” o diffuso il virus.
  • SOSTITUZIONE – L’insostenibile ansia e deprivazione di stimoli dovuti al pericolo e all’isolamento vengono sostituiti con un’emozione più accettabile come la rabbia; è così che si moltiplicano le invettive verso chi per necessità hanno diritto ad uscire da parte di chi non ha ragioni di urgenza per farlo; atti di aggressione verbale sono stati rivolti anche a genitori con bambini o a persone affette da autismo i cui familiari hanno pensato di doverle identificare con un nastro azzurro, cosa che ha prodotto indignazione in altri per l’aspetto stigmatizzante che un gesto del genere comporterebbe.

Pur comprendendo che è molto difficile attuare un’applicazione stringente delle misure di distanziamento sociale, è necessario evidenziare che, oltre al moltiplicarsi dei contagi, ciò veicola altri 2 rischi molto gravi:

  • non raggiungere l’obiettivo di azzeramento dei contagi, che attualmente con un’applicazione pedissequa delle regole è previsto per il 19 maggio, determina la procrastinazione del ritorno alla normalità o comunque dell’allentamento dei divieti e il ritorno alle attività produttive;
  • una mancata autoregolazione da parte della società determinerà l’applicazione di un atteggiamento repressivo da parte delle Forze dell’Ordine, inasprimento delle sanzioni ed esacerbazione della conflittualità sociale.

Ciò che può aiutare a gestire l’isolamento e lo stress è riportare gli eventi nella nostra sfera di influenza: in altri tempi si sarebbe detto che bisogna spostare il Locus of control dall’esterno all’interno. Come fare?

  • Adattandosi alla situazione di distanziamento sociale trovando modalità creative per continuare a svolgere tutte le attività produttive e sociali;
  • Considerando l’applicazione rigorosa delle raccomandazioni per la prevenzione del contagio, la via maestra per limitare i danni ed imparare a convivere con il virus…

…fino a quando sarà pronto il vaccino o verranno individuati trattamenti farmacologici veramente efficaci.

Riferimenti:

Stare a casa restando in contatto

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“L’Attesa” 2015 di Roberta Maola
Matita su Carta 63/48 cm

Oggi più che mai è fondamentale rimanere in contatto pur stando a casa. L’isolamento può portare con sé ansia, rabbia, tristezza e paura, emozioni che peggiorano il nostro stato d’animo, ci rendono più difficile rispettare le regole, nonché hanno un effetto deleterio sul funzionamento del sistema immunitario.

Servizio di consulenza psicologica on-line. Sicuro, economico, riservato ed efficace. Per info e per prenotare un colloquio: contattami al 3478468667. Sono su Whatsapp, Messenger e Skype.

Cosa è possibile trovare in un colloquio di consulenza psicologica?

  • Comprensione: in questo momento in cui la priorità assoluta è rimanere in casa e proteggersi e proteggere gli altri dal contagio, trovare uno spazio per esprimere la sofferenza che questa richiesta di disciplina e controllo porta con sé è fondamentale;
  • Informazioni: è importante selezionare le informazioni utili e incoraggianti, scartare le fake news e difendersi dallo stillicidio di informazioni sconfortanti dei quotidiani bollettini medici: l’epidemia si fermerà, allo stesso tempo aggiornarsi continuamente sulla conta dei nuovi contagi, dei decessi e dei guariti, fornisce solo un’illusione di controllo e instilla un senso di ansia ed impotenza. Tutto ciò che possiamo fare è rimanere in casa. 
  • Soluzioni: l’obbligo di rimanere in casa comporta la necessità di trovare anche soluzioni pratiche per svolgere le incombenze quotidiane e per scacciare la monotonia. Nella consulenza psicologica si possono cogliere spunti di confronto per soluzioni creative a queste necessità.
  • Prevenzione disagio psicologico: la consulenza psicologica monitora anche il rischio di sviluppare comportamenti ossessivi, ansie, depressione, aiutando a razionalizzare le difficoltà del particolare momento.
  • Elaborazione preoccupazioni per le attività sospese: lavoro, scuola, relazioni, sono tutte attività cadute in un limbo di sospensione che comporta non solo un danno economico, ma anche contraccolpi relazionali ed emotivi. Ci sono poi persone che al contrario devono fronteggiare difficoltà derivanti dalla sospensione dei servizi genitori con i figli, caregiver familiari di persone con disabilità.
  • Ascolto per operatori sanitari, assistenti domiciliari e altre figure professionali che mantengono servizi essenziali: queste persone si trovano a dover lavorare per garantire attività che sono importantissime per la salute e il sostentamento, al tempo stesso vivono con l’ansia del contagio oltre che affrontando in molti casi turni massacranti.

 

Non ti puoi permettere il burn-out? Richiedi una consulenza!

PER RICHIEDERE UNA CONSULENZA DI PREVENZIONE CONTATTIAMI

Il burn-out è quella particolare condizione psicofisiologica determinata da un intenso e ripetuto stress correlato al lavoro. Esso è più frequente nelle professioni socio-sanitarie, ma è ormai stato riscontrato in varie categorie lavorative, più o meno usuranti, o anche in ambito studentesco e universitario.

Si manifesta con un peggioramento della qualità della vita sul posto di lavoro e un decremento delle prestazioni. Più nello specifico i suoi segni/sintomi sono:

  • La sensazione di non disporre di risorse psicofisiche sufficienti;
  • Il malessere fisico e psicologico;
  • La depressione;
  • L’irritabilità,
  • La sensazione di svuotamento emotivo;
  • L’intolleranza verso le richieste dei colleghi e/o dei superiori
  • Un atteggiamento di cinismo verso pazienti/utenti/clienti
  • Anche un certo livello di sospettosità.

Fin qui i riflessi psicologico-relazionali del burn-out. Esso, però, si compone anche di veri e propri disturbi fisici quali stanchezza, insonnia, emicrania, tensione muscolare ed intenso malessere, disturbi gastro-intestinali, aumento del consumo di cibo, di tabacco, medicinali e/o sostanze psicoattive (compreso l’alcol), nonché l’aumento di comportamenti rischiosi.

Da quanto fin qui esposto è evidente che il burn-out oltre a indurre malessere è correlato a costi in termini puramente economici:

  • La depressione, l’irritabilità, le difficoltà relazionali fra colleghi e l’atteggiamento scocciato e cinico determinano un decremento della produttività e reazioni a catena che generano malessere all’interno dell’organizzazione.
  • I sintomi fisici possono indurre ulteriore ansia, nonché ricorso a visite mediche, analisi e esami diagnostici (con aggravio della spesa sanitaria), assenteismo per malattia in caso di lavoratore dipendente, rischio di perdere il lavoro o comunque di ridurre il giro d’affari con conseguente riduzione del reddito.

E’ facile immaginare che in questo periodo di crisi, ancor più che nel passato, non ci si possono permettere queste complicazioni, anzi è necessario essere al meglio con se stessi e con gli altri per produrre di più e individuare nuove strategie creative per l’offerta di servizi o la vendita di beni.

La consulenza psicologica previene il burn-out e migliora il benessere sul posto di lavoro, intervenendo  con  un percorso di evoluzione personale che potenzi:

  • La predisposizione ad essere autentici, sinceri e trasparenti senza temere il giudizio altrui;
  • La capacità di accogliere le critiche, distinguendo fra quelle costruttive e quelle distruttive e manipolatorie e differenziando la risposta.
  • L’assertività per fare critiche costruttive.
  • La valorizzazione delle differenze e delle qualità altrui allo scopo di creare una rete organizzativa in cui le persone si completino piuttosto che competere (il tutto è più della somma delle parti).
  • La fiducia nel prossimo come risorsa e non come ostacolo.
  • La capacità di affrontare i problemi valutando difficoltà, risorse e possibili soluzioni piuttosto che lasciarsi prendere dall’ansia evitando e rimuovendo le problematiche.
  • L’efficienza dell’investimento di energie psicofisiche nel lavoro, attraverso una gestione pianificata dell’organizzazione e del tempo.
  • La capacità di valutare realisticamente le proprie possibilità (autoefficacia percepita). L’autoefficacia percepita sottostimata induce un vissuto di ansia ogniqualvolta ci viene richiesto di svolgere un nuovo compito, allo stesso tempo, una sovrastima delle capacità induce a prendersi un carico di mansioni più grande di quello che effettivamente si riesce a gestire.
  • L’equilibrio tra l’importanza rivestita dal lavoro e quella riservata al tempo libero, agli hobby, interessi e passioni, così come alle relazioni amicali e sentimentali.

Fin qui una serie di spunti sull’argomento, ognuno dei quali apre un universo di approfondimenti per crescere e stare meglio. Se leggendo questo testo hai riconosciuto dei vissuti o delle situazioni familiari CONTATTAMI per richiedere un colloquio di orientamento per valutare il rischio burn-out e  migliorare le relazioni sul posto di lavoro.