Relazione operatori con utenti disabili e anziani

L’articolo espone le tecniche comunicative e relazionali per sviluppare una relazione di aiuto basata su fiducia ed empatia, che garantisca il benessere psicologico della persona assistita e la prevenzione del burn-out professionale.

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La comunicazione con l’anziano ed il disabile: saper comprendere esigenze e difficoltà dell’assistito.

Le tecniche generali per comunicare efficacemente sono le seguenti: Evitare di utilizzare le cosiddette barriere alla comunicazione:

Valutazione: bisogna evitare di esprimere giudizi di valore o sul comportamento della persona assistita: “Sei cattivo”, “Sei stupido”. Anche esprimere giudizi positivi può risultare manipolatorio: dire “Sei buono” può indurre la persona assistita a comportarsi in maniera compiacente per ricevere l’apprezzamento. Anche dire che un comportamento è sbagliato senza cercare di capire i motivi per i quali la persona lo mette in atto determina conflitto, svalutazione e comunque porta la persona a ripetere il comportamento o addirittura amplificarlo. Se il comportamento ha delle conseguenze negative, pratiche o relazionali, è bene esprimerle per fare un bilancio dei pro e dei contro al fine di trovare una mediazione: ad es. con una persona anziana “Capisco che hai l’abitudine di scendere da solo le scale, ma sarebbe meglio mi chiamassi così posso aiutarti ed evitare che tu possa cadere”

Indagine: in una relazione con una persona con disabilità o anziana è naturale che ci sia la necessità di porre domande per acquisire informazioni. Tuttavia, queste richieste devono essere poste in maniera non indagatoria tenendo presente che la persona assistita ha comunque sempre il diritto alla propria privacy e al mantenimento di una sfera privata. Per acquisire informazioni è possibile porre domande aperte: “Come ti senti oggi?”, “Cosa vorresti fare questa mattina?”, “Cosa ti piacerebbe mangiare?”. Evitare domande del tipo: “Ti senti male?”, “Vuoi andare a fare una passeggiata?”, “Vuoi la minestra?”. Tutte queste domande convogliano l’attenzione su qualcosa di specifico scoraggiando l’espressione di altri desideri o stati d’animo. Ciò implica la necessità di fare altre domande. È fondamentale costruire un rapporto di fiducia e dare la possibilità di esprimere tutto ciò che l’utente desidera. È necessario dare il tempo alla persona di riflettere ed esprimersi. Persone con handicap o anziane possono avere tempi di reazione e di decisione più rallentati.

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Regione Lazio. 25.000 euro a Under-35

Prorogata al 16 giugno 2020 la scadenza per la presentazione di progetti di utilità sociale rivolti ai giovani, promossi da associazioni giovanili (metà più 1 componenti consiglio direttivo, con meno di 35 anni).

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Il cambiamento è una questione di fiducia

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Un’accurata analisi della domanda 

A volte i pazienti non vengono in seduta per cambiare, ma solo per confidarsi con qualcuno su argomenti che non vogliono o non possono affrontare all’esterno, per solitudine o per avere qualcuno con cui sfogarsi. Questo aspetto oltre a dover essere chiaro allo psicoterapeuta è importante che venga esplicitato e il paziente se ne renda conto e se ne prenda la responsabilità.

Capire su cosa si vuole attuare il cambiamento e fissare obiettivi concreti e definibili.

Chi intraprende un percorso, il più delle volte, intende eliminare dei sintomi (ansia, depressione, insonnia, disturbi dell’alimentazione, ecc.) ritenendo che la semplice evacuazione di vissuti possa essere una catarsi sufficiente alla rimozione delle problematiche. In realtà il cambiamento richiede un po’ più di impegno.

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Covid-19. Meccanismi di difesa e comportamenti a rischio.

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Da più parti ci giungono inviti a non mollare la presa sulle cautele per evitare il contagio. Allo stato attuale è più corretto dire che le misure di distanziamento sociale hanno impedito un dilagare incontrollato dell’epidemia e il collasso del Sistema Sanitario, piuttosto che produrre un’inversione di tendenza rispetto ai contagi. Essi infatti si attestano sui circa 4 mila al giorno.

Nella popolazione sta sopraggiungendo stanchezza, insofferenza ed ansia per le attività lavorative e sociali sospese: tutti aspettano con grande apprensione la comunicazione circa l’effettiva partenza della Fase 2, ma è notizia di ieri che il lockdown si prolungherà fino al 3 maggio.

E allora la nostra mente inizia a produrre “teorie” di senso comune che ci aiutano a giustificare i nostri comportamenti a rischio ed a camminare sul filo delle ambiguità delle ordinanze per poter uscire di casa ed avere un minimo di vita sociale.

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Questo comportamento, seppur comprensibile, ci espone al rischio di contagio, mette in pericolo i nostri cari e costringerà tutto il Paese a periodi di chiusura delle attività produttive che rischiano di protrarsi fino all’effettiva commercializzazione di un vaccino prevista fra 18 mesi.

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Solo per citarne alcuni veicolati dai social:

  • SPOSTAMENTO – Il virus uccide solo chi ha patologie pregresse e gli anziani: soprattutto nei primi momenti dell’epidemia il Covid-19 veniva rappresentato, anche dagli esperti, come un virus che potesse richiedere ricovero o portare alla morte solo coloro che, avendo altre patologie, sarebbero comunque destinati alla morte; in queste settimane abbiamo visto purtroppo giovani anche di 18 anni dover essere intubati ed altri morire; dividere la società in sani e malati, oltre ad essere immorale, è assolutamente rischioso;
  • NEGAZIONE – Con il Coronavirus ci sono stati tanti morti quanti gli altri anni:  in realtà le persone decedute per Covid-19 sono più di 18 mila in uno spazio di poco più di 1 mese con una progressione che si stima, senza restrizioni, sarebbe costato la vita ad oltre 40 mila persone.
  • IMPOTENZA – Il virus sarebbe nell’aria: ciò giustificherebbe il trasgredire l’indicazione del Governo per prevenire il contagio; in realtà non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino la capacità del virus di attaccarsi alle polveri sottili e spostarsi nell’aria; quindi mantenere la distanza di 1-2 metri e usare le mascherine sono misure che riducono significativamente il rischio di contagio.
  • RAZIONALIZZAZIONE – Annullare o trasgredire le disposizioni del Governo favorisce l’immunizzazione del popolazione; ammesso che ciò sia possibile in tempi ragionevoli, necessiterebbe il contagio di almeno il 60% della popolazione con un tributo di morti incalcolabile.
  • PROIEZIONE – Le teorie complottiste creano un nemico invisibile sul quale proiettare il senso di colpa per i propri comportamenti irresponsabili; nei giorni passati si sono diffuse teorie sulla creazione artificiale del virus o sulla sua diffusione intenzionale, la maggior parte sono fantasiose, le altre sono state smentite. Tuttavia, possono avere l’effetto di deresponsabilizzarsi per i comportamenti che causano contagio e morti: a monte, la responsabilità sarebbe di un’entità distante e misteriosa che avrebbe “creato” o diffuso il virus.
  • SOSTITUZIONE – L’insostenibile ansia e deprivazione di stimoli dovuti al pericolo e all’isolamento vengono sostituiti con un’emozione più accettabile come la rabbia; è così che si moltiplicano le invettive verso chi per necessità hanno diritto ad uscire da parte di chi non ha ragioni di urgenza per farlo; atti di aggressione verbale sono stati rivolti anche a genitori con bambini o a persone affette da autismo i cui familiari hanno pensato di doverle identificare con un nastro azzurro, cosa che ha prodotto indignazione in altri per l’aspetto stigmatizzante che un gesto del genere comporterebbe.

Pur comprendendo che è molto difficile attuare un’applicazione stringente delle misure di distanziamento sociale, è necessario evidenziare che, oltre al moltiplicarsi dei contagi, ciò veicola altri 2 rischi molto gravi:

  • non raggiungere l’obiettivo di azzeramento dei contagi, che attualmente con un’applicazione pedissequa delle regole è previsto per il 19 maggio, determina la procrastinazione del ritorno alla normalità o comunque dell’allentamento dei divieti e il ritorno alle attività produttive;
  • una mancata autoregolazione da parte della società determinerà l’applicazione di un atteggiamento repressivo da parte delle Forze dell’Ordine, inasprimento delle sanzioni ed esacerbazione della conflittualità sociale.

Ciò che può aiutare a gestire l’isolamento e lo stress è riportare gli eventi nella nostra sfera di influenza: in altri tempi si sarebbe detto che bisogna spostare il Locus of control dall’esterno all’interno. Come fare?

  • Adattandosi alla situazione di distanziamento sociale trovando modalità creative per continuare a svolgere tutte le attività produttive e sociali;
  • Considerando l’applicazione rigorosa delle raccomandazioni per la prevenzione del contagio, la via maestra per limitare i danni ed imparare a convivere con il virus…

…fino a quando sarà pronto il vaccino o verranno individuati trattamenti farmacologici veramente efficaci.

Riferimenti:

Roma. Tampone senza uscire dall’auto.

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Per accedere al tampone drive-in è necessario prima farsi prescrivere dal Medico di Medicina Generale (medico di famiglia) un test sierologico che è possibile effettuare tramite prelievo di sangue in uno dei presidi sanitari presenti nella regione Lazio.

In caso di positività, che attesta che l’organismo ha sviluppato anticorpi in risposta al contatto con il virus) è necessario informare immediatamente il proprio medico, rispettare le norme di distanziamento sociale anche con i propri familiari e, entro 48 ore con la ricetta dematerializzata fatta dal proprio medico e la propria tessera sanitaria, provvedere a fare il tampone in uno dei presidi drive-in di seguito riportati. 

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Se si ha febbre e sintomi simil-influenzali come tosse, mal di gola, respiro corto, dolore ai muscoli, stanchezza o si è entrati in contatto con persone con sintomi di malattie respiratorie, consultare al telefono il proprio medico di base, oppure chiamare il 1500.

Quanti hanno il prefisso telefonico 06, possono chiamare anche il numero ☎ 112. Per tutti gli altri prefissi del Lazio, chiamare il numero ☎ 800 11 88 00.

Stare a casa restando in contatto

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“L’Attesa” 2015 di Roberta Maola
Matita su Carta 63/48 cm

Oggi più che mai è fondamentale rimanere in contatto pur stando a casa. L’isolamento può portare con sé ansia, rabbia, tristezza e paura, emozioni che peggiorano il nostro stato d’animo, ci rendono più difficile rispettare le regole, nonché hanno un effetto deleterio sul funzionamento del sistema immunitario.

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Cosa è possibile trovare in un colloquio di consulenza psicologica?

  • Comprensione: in questo momento in cui la priorità assoluta è rimanere in casa e proteggersi e proteggere gli altri dal contagio, trovare uno spazio per esprimere la sofferenza che questa richiesta di disciplina e controllo porta con sé è fondamentale;
  • Informazioni: è importante selezionare le informazioni utili e incoraggianti, scartare le fake news e difendersi dallo stillicidio di informazioni sconfortanti dei quotidiani bollettini medici: l’epidemia si fermerà, allo stesso tempo aggiornarsi continuamente sulla conta dei nuovi contagi, dei decessi e dei guariti, fornisce solo un’illusione di controllo e instilla un senso di ansia ed impotenza. Tutto ciò che possiamo fare è rimanere in casa. 
  • Soluzioni: l’obbligo di rimanere in casa comporta la necessità di trovare anche soluzioni pratiche per svolgere le incombenze quotidiane e per scacciare la monotonia. Nella consulenza psicologica si possono cogliere spunti di confronto per soluzioni creative a queste necessità.
  • Prevenzione disagio psicologico: la consulenza psicologica monitora anche il rischio di sviluppare comportamenti ossessivi, ansie, depressione, aiutando a razionalizzare le difficoltà del particolare momento.
  • Elaborazione preoccupazioni per le attività sospese: lavoro, scuola, relazioni, sono tutte attività cadute in un limbo di sospensione che comporta non solo un danno economico, ma anche contraccolpi relazionali ed emotivi. Ci sono poi persone che al contrario devono fronteggiare difficoltà derivanti dalla sospensione dei servizi genitori con i figli, caregiver familiari di persone con disabilità.
  • Ascolto per operatori sanitari, assistenti domiciliari e altre figure professionali che mantengono servizi essenziali: queste persone si trovano a dover lavorare per garantire attività che sono importantissime per la salute e il sostentamento, al tempo stesso vivono con l’ansia del contagio oltre che affrontando in molti casi turni massacranti.

 

Sola lì rimase speranza: progetto artistico di Roberta Maola

Nell’ambito del progetto si svolgerà il laboratorio espressivo condotto da Lelio Bizzarri “Il peso specifico delle parole” presso il MACRO il 22 dicembre alle ore 11. E’ consigliata la prenotazione a info@bizzarrilelio.it o whatsapp 3478468667.

PROGRAMMA Sola lì rimase Speranza di ROBERTA MAOLA

COMUNICATO STAMPA
21-22 DICEMBRE 2019
Museo MACRO ASILO / BLACK ROOM
“SOLA LI’ RIMASE SPERANZA”
Progetto artistico di ROBERTA MAOLA
Testo critico di Beatriz Leal Riesco

 

[…] Ma la donna di sua mano sollevò il grande coperchio dell’orcio e tutto disperse,
procurando agli uomini sciagure luttuose. Sola lì rimase Speranza […] – Esiodo

 

Ma di cosa è fatta la Speranza? Tra letture, interventi, performance e laboratori, tutti i visitatori sono invitati a realizzare insieme all’artista un’opera partecipata, per rispondere collettivamente a questa domanda.
Come afferma Beatriz Leal Riesco nel suo testo critico: “Roberta Maola ci propone un esercizio di partecipazione e creazione congiunta dell’opera. Trascendendo l’atto di ricezione passiva dell’oggetto artistico e la paternità del genio individuale classici, l’artista ci invita alla contemplazione intima dei dettagli di un disegno iperrealista per poi coinvolgerci in una performance collettiva, semplice in termini di materiali e realizzazione, quanto complessa in termini di proposta concettuale. L’installazione Sola lì rimase Speranza nasce dall’esigenza dell’artista di ricercare risposte collettive al periodo storico complesso in cui viviamo.” È così che l’arte di Roberta Maola, concepita come sinonimo di libertà e come mezzo espressivo per aprirsi al mondo, diventa un invito esplicito in controtendenza alla paura, alla rabbia e all’isolamento esistenziale, che minacciano le relazioni empatiche fra gli esseri umani.
“Di fronte alla lettura veloce e acritica dell’informazione delle reti social e delle piattaforme di consumo audiovisivo, concepite per addomesticarci e condurci a un binge-watching sterile ed infinito, questa installazione ci obbliga innanzitutto a una riflessione attenta, seguita poi da una chiamata all’azione. Ci troviamo davanti a un coraggioso gesto, trasformatore della pulsione visiva in pensiero; un pensiero che diventa testo per trasformarsi, in ultimo, in una voce collettiva ma non per questo priva d’identità”.
Le opere proposte dall’artista saranno gli strumenti attraverso i quali il pubblico interagirà costruendo a propria volta un’opera partecipata, simbolo di un dono che ognuno di noi può fare agli altri: il regalo autentico della collaborazione, dell’impegno e della solidarietà.
Conclude Beatriz Leal Riesco: “Il percorso artistico di Roberta Maola, fino ad oggi caratterizzato da disegni iperrealisti a matita su carta, realizzati con impressionante maestria e minuziosità, compie con questo progetto un passo in avanti, dimostrando la sincronia dell’artista con il suo tempo e collocandola al centro, affinché in futuro possa occupare differenti spazi di riflessione […].”

Tutto il progetto artistico, realizzato con il patrocinio dalle associazioni culturali Hidalgo, Officina d’arte, Aspic Psicologia e SIPAP-Società Italiana Psicologi Area Professionale, si svolgerà nella Black Room del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Sabato 21 e Domenica 22 Dicembre 2019; in programma anche l’Autoritratto dell’artista nella Sala Cinema. Nel corso delle giornate verranno proposte al pubblico diverse attività che vedranno alternarsi come ospiti artisti ed esponenti di diversi ambiti culturali e professionali, tra cui Tomaso Binga, Lelio Bizzarri, Laura Cianca, Stefano Crispino, Giulia Del Papa, Roberto Gramiccia, Michela Lardieri, Paola Romoli Venturi e Silvia Stucky.

Programma:
Sabato 21 ore 17-22
ore 17,00 Accoglienza;
ore 18,00 Lettura di Laura Cianca a seguire interventi di Stefano Crispino, Roberto Gramiccia e Roberta Maola;
ore 19,00 Performance di Tomaso Binga.

Domenica 22 ore 10-13 e 15-20
ore 10,00 Accoglienza;
ore 11,00 Laboratorio espressivo “Il peso specifico delle parole” condotto da Lelio Bizzarri;
ore 15,00 #AUTORITRATTO in Sala Cinema;
ore 17,00 Lettura di Michela Lardieri a seguire “Risposta Performativa” di Paola Romoli Venturi;
Performance “Equilibri” di Silvia Stucky;
Lettura di Michela Lardieri a seguire il pubblico sarà invitato a partecipare, assumendo un ruolo attivo, all’azione performativa collettiva “Il sentimento esposto” di e con Roberta Maola.

MACRO-Museo d’Arte Contemporanea di Roma – Via Nizza 138 / Ingresso libero
INFO: http://www.museomacro.it | http://www.robertamaola.com – Ufficio Stampa: 349 3821783

 

Cenni biografici
Allieva di Mario Di Girolamo in arte Gimar, Lindo Fiore e Rita Mele, Roberta Maola si è formata artisticamente presso l’Istituto Statale d’Arte “A. Valente” di Sora (Fr). Nel ’93 allarga i suoi interessi allo studio della psiche iscrivendosi alla Facoltà di Psicologia Università “La Sapienza” Roma. Ultimati gli studi lavora nel terzo settore parallelamente si occupa anche di grafica pubblicitaria per enti pubblici e no profit, sua è la campagna su territorio nazionale del Mese del Benessere Psicologico ed. 2010 organizzato dal S.I.P.A.P. Nel 2013 sceglie di dedicarsi totalmente alla sua ricerca artistica. Arte e psicologica come linguaggi idiosincratici tra di loro, opposte angolazioni di un unico processo esplorativo della medesima entità: i processi di pensiero, l’animo umano nella sua intima soggettività. Partecipa a diverse esposizioni personali e collettive collaborando insieme a molti nomi importanti del panorama artistico, le sue opere sono state pubblicate su cataloghi, siti e riviste specializzate, quotidiani e copertine di libri. Hanno scritto sul suo lavoro: Annarita Borrelli, Daniela Cocco, Giulia Del Papa, Massimiliano Ferraggina, Roberto Gramiccia, Araxi Ipekjian, Beatriz Leal Riesco, Michela Lardieri, Sarah Palermo, Alessandra Rinaldi, Raffaella Rinaldi, Andrea Ungheri. Mostre Personali: 2016, “Nessuno sogna, di ciò che non lo riguarda” (a cura di A. Ungheri, cat. con testi di S. Palermo, A. Ungheri, con il Patrocinio del I Mun. Comune di Roma), Polmone Pulsante, Roma; 2015, “Cinquantatrè anni sette mesi e undici giorni notti comprese” (a cura di G. Del Papa, cat. con testi di R. Rinaldi, G. Del Papa, con il Patrocinio del Comune di Casalvieri), Casa Comunale, Casalvieri (FR); 2015, “DISSONANZE” (a cura di Mauro Rubini, testo in catalogo di Beatriz Leal Riesco), Galleria Abc Art, Roma. Principali Mostre Collettive e Progetti Artistici: 2019, “Rete di Ricordi – Progetto per la memoria del museo Tucci” (organizzato e a cura di R. Melasecca interno 14 next, S. Stucky, M. Marinaccio), MACRO ASILO Museo d’Arte Contemporanea, Roma; 2019, MARATONA METROPOLIZ | LA CITTÀ METICCIA COMPIE 10 ANNI”, Installazione Apri la porta e accendi la luce, MACRO ASILO Museo d’Arte Contemporanea,, Roma; 2019, “Premio arts in Rome 2019 – mostra finalisti”, (organizzato e a cura di Artists Rome), Margutta Home, Roma; 2019, Copertina del libro “Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici” (di L. Bizzarri, Edizioni ilmiolibro.it), Roma; 2018, “Una festa dell’Arte. Opera come Progetto” (a cura di A. Nassisi), Casa della Cultura, Caprarola; 2018, “Pesanti come coriandoli ” (cura e testo di R. Gramiccia), Castello dei Conti de Ceccano; 2018, “EMPATIA” (cura e testo di Maria Laura Perilli), Galleria Triphè, Roma; 2018, “Umanità Dispersa” (cura e testo di R. Gramiccia), Archivio Menna-Binga, Roma; 2018, “Arte da Macello”(organizzato e a cura di ignorarte.it cat. con testi di A. Borrelli), installazione permanente al MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove Metropoliz Città Metticcia, Roma; 2018, “Dimensione fragile” (a cura di P. Paesano, J. Pignatelli), Biblioteca Vallicelliana, Roma; 2017, “Natura Bianca” (a cura di D. Perego, V. Biasi), Interno 14, Roma; 2016, “…il tentativo di una via, l’accenno di un sentiero” Centro di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Roma; 2015, “Luce, degrado e speranze delle nostre città e della nostra società moderna” (a cura di T. Masoero), Sala dei Chierici – Biblioteca Civica Berio, Genova; 2014, “CONTESTUALMENTE” a cura di G. Morabito), Galleria Monogramma Arte Contemporanea, Roma; 2014, “CASA MIA CASA MIA” Sala del Carroccio – Campidoglio, Roma; 2013-14, “Espressioni” Eventi espositivi itineranti in 4 tappe: La Spezia, Taranto, Benevento, Napoli; 2013, “Comunicazione urgente” (organizzata a cura da Arte PerOGGI), Teatro dei Dioscuri – Complesso del Quirinale, Roma.

 

Ostegenesi imperfetta. Cure e coccole sicure…

nintchdbpict000347583652Il gioco e il momento dell’allattamento sono attività importantissime nello sviluppo psicomotorio, cognitivo ed affettivo di ogni bambino. Fra i 2 e i 4  mesi il bambino scopre di essere agente sulla realtà che lo circonda. Scopre cioè che può mettere in atto dei comportamenti intenzionali e che le persone che lo circondano reagiscono ai suoi comportamenti. Più avanti attraverso il gioco egli apprende i fondamenti di facoltà cognitive come il riconoscere le caratteristiche visive, sonore e tattili dei diversi oggetti, la costanza d’oggetto e il problem solving. Pertanto è importante non privare della possibilità di muoversi e giocare per paura che il bambino si faccia male, ma piuttosto usare delle piccole accortezze che gli consentano di farlo in maniera sicura.

Durante l’allattamento il bambino non si nutre solo a livello organico, ma anche a livello psicologico. Fa esperienza di sensazioni tattili di calore e morbidezza per il contatto con il corpo della madre, si specchia emotivamente nelle espressioni visive della madre e nel tono di voce. Se l’attività di allattamento si svolge in uno stato di serenità e senza fattori perturbanti il bambino si sente contenuto nelle sue sensazioni ed emozioni interiori, investito di amore ed altre emozioni positive. Tutto ciò favorisce lo sviluppo di un livello di autostima di base positivo, della capacità di autoregolare le proprie emozioni e la costruzione di modelli relazionali positivi: si sente amato e di essere importante e si costruisce una visione dell’Altro come affidabile e gratificante. E’ importante, pertanto, evitare che la madre sia in ansia o stia scomoda durante l’allattamento. Le emozioni e sensazioni negative sono veicolate dall’espressione del viso, dal tono di voce e dalla tensione muscolare, attraverso questi tre canali il bambino percepisce il disagio della madre e lo introietterà senza poter costruire un’immagine dell’Altro e di sé positiva. E’ inoltre fondamentale evitare traumi al bambino che producendo dolore trasformerebbero l’esperienza dell’allattamento in qualcosa di penoso e pieno di sofferenza.

Anche il momento della pulizia e della cura del bambino è importante. L’attività del cambio del pannolino deve essere un momento caratterizzato da serenità ed emozioni positive affinché il bambino non cresca con la sensazione che la soddisfazione dei suoi bisogni primari sia un’incombenza fastidiosa. Ricordiamo che secondo Maslow la soddisfazione dei bisogni primari è propedeutica alla soddisfazione dei bisogni e desideri di più alto livello, né consegue che il bambino, per crescere in maniera serena da un punto di vista psicologico ed affermarsi nella vita, ha bisogno di credere che i propri bisogni vengano soddisfatti tempestivamente e senza emozioni negative perturbanti.

Usare le accortezze raccomandate nel video di seguito riportato aiuta a garantire al bambino uno sviluppo fisico e psicologico quanto più sano possibile. In questo modo sarà meglio attrezzato ad affrontare la sua vita futura.

Traduzione del commento al video.

La fisioterapia in neonati e bambini piccoli con osteogenesi imperfetta è funzionale ad uno sviluppo positivo e ad evitare conseguenze negative. L’obiettivo è promuovere lo sviluppo motorio per evitare fratture e ridurre la comparsa di deformità. Non è facile predire quanto sarà efficace la riduzione delle deformità, ma l’intento è quello di renderle meno evidenti. E’ particolarmente importante curare il posizionamento dell’anca, la schiena e la forma della testa.

Di seguito alcuni esempi di come prendersi cura di un bambino fragile che ha bisogno di essere accudito e coccolato come ogni altro.

Avere il bambino sdraiato sullo stomaco a volte fornisce un posizionamento alternativo e evita l’appiattimento della testa. Inoltre stimola i muscoli posteriori e fornisce un buon punto di partenza per lo sviluppo delle abilità motorie.

Le braccia del bambino non dovrebbero essere posizionate sotto il suo corpo. Inoltre ha bisogno di rinforzare i suoi arti in modo che possa sollevarsi. Per bambini con OI severa sdraiarsi sulla pancia è impegnativo e necessita una particolare attenzione. Quando girate i bambino sorreggetelo. Aprite bene le vostre mani e le vostre braccia. Fate movimenti lenti, non lo scuotete e non lo tirate.

Posizionate il bambino su un cuscino morbido o un piccolo comforter che lo avvolga permettendogli più facilmente di avere maggiore stabilità. Potete costruire un bordo intorno al bambino usando un asciugamano o una coperta. Ciò dà al bambino la capacità di usare le braccia e le gambe più liberamente e in maniera sicura.

Stimolate il bambino posizionando un giocattolo sopra la sua testa in modo da incoraggiarlo a raggiungerlo. Provate a posizionare il bambino sul suo fianco facendo attenzione a non mettere troppa pressione sulle braccia a causa del pavimento duro. Questo permette al bambino di provare un’altra posizione e altre possibilità di movimento cosa che è vantaggiosa per le anche e per la testa.

Nel sollevare il bambino state attenti ad allargare bene le vostre mani allo scopo di massimizzare la superficie di supporto. Potreste portare il bambino con un cuscino se sentite che le vostre mani non forniscono abbastanza supporto. Portate sempre il bambino vicino al vostro corpo sia per supportarlo che per farlo stare comodo.

Usare un sedile saltellante renderà l’alimentazione più facile all’inizio. Provate a scegliere una seduta senza bordi duri e con un buon supporto alla schiena. Una superficie dura dietro la schiena del bambino è raccomandata in quanto una superficie di semplice stoffa avrà un effetto amaca causando il collassamento della schiena. È anche importante evitare che le gambe cadano in una posizione a rana. Supportate le gambe sostenendo le cosce. Prevenite l’eccessiva rotazione verso l’esterno del femore che per evitare contratture muscolari. Ciò migliorerà lo sviluppo delle sue abilità motorie.

Il momento del cambio è una grande arena di stimoli in quanto dà la possibilità di muoversi senza vestiti. Se usate un fasciatoio con bordi duri assicuratevi che ci sia abbastanza spazio nel fasciatoio per far in modo che il bambino possa muoversi in maniera sicura. Muovendo le braccia e sgambettando il bambino può urtare bordi duri e procurarsi fratture. Potrebbe essere un buona idea posizionare sul fasciatoio un morbido cuscino. Esso inoltre supporterà e stabilizzerà la schiena.

Essere portato sul suo stomaco non è normalmente una buona posizione per bambini con OI. Ad ogni modo fornirà stimolazione alla parte posteriore del corpo, le braccia e le gambe. Mentre, posizionandolo sul vostro petto mentre si è sdraiati all’indietro fornisce uno spazio sicuro per lui per esercitare i suoi muscoli posteriori.

Nell’allattamento usare un cuscino a mezza luna permette al bambino di essere supportato bene, inoltre le braccia e le gambe non verranno schiacciate dal corpo della madre. Il cuscino a mezza luna inoltre permette alla madre di rilassare le spalle durante l’allattamento. Se allattate su una tavola posizionate il bambino su una superficie stabile. Durante il primo mese di vita posizionatelo sul grembo in modo da fornire supporto e permettere al bambino di stabilire un contatto visivo.

Riferimenti: