Relazione operatori con utenti disabili e anziani

L’articolo espone le tecniche comunicative e relazionali per sviluppare una relazione di aiuto basata su fiducia ed empatia, che garantisca il benessere psicologico della persona assistita e la prevenzione del burn-out professionale.

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La comunicazione con l’anziano ed il disabile: saper comprendere esigenze e difficoltà dell’assistito.

Le tecniche generali per comunicare efficacemente sono le seguenti: Evitare di utilizzare le cosiddette barriere alla comunicazione:

Valutazione: bisogna evitare di esprimere giudizi di valore o sul comportamento della persona assistita: “Sei cattivo”, “Sei stupido”. Anche esprimere giudizi positivi può risultare manipolatorio: dire “Sei buono” può indurre la persona assistita a comportarsi in maniera compiacente per ricevere l’apprezzamento. Anche dire che un comportamento è sbagliato senza cercare di capire i motivi per i quali la persona lo mette in atto determina conflitto, svalutazione e comunque porta la persona a ripetere il comportamento o addirittura amplificarlo. Se il comportamento ha delle conseguenze negative, pratiche o relazionali, è bene esprimerle per fare un bilancio dei pro e dei contro al fine di trovare una mediazione: ad es. con una persona anziana “Capisco che hai l’abitudine di scendere da solo le scale, ma sarebbe meglio mi chiamassi così posso aiutarti ed evitare che tu possa cadere”

Indagine: in una relazione con una persona con disabilità o anziana è naturale che ci sia la necessità di porre domande per acquisire informazioni. Tuttavia, queste richieste devono essere poste in maniera non indagatoria tenendo presente che la persona assistita ha comunque sempre il diritto alla propria privacy e al mantenimento di una sfera privata. Per acquisire informazioni è possibile porre domande aperte: “Come ti senti oggi?”, “Cosa vorresti fare questa mattina?”, “Cosa ti piacerebbe mangiare?”. Evitare domande del tipo: “Ti senti male?”, “Vuoi andare a fare una passeggiata?”, “Vuoi la minestra?”. Tutte queste domande convogliano l’attenzione su qualcosa di specifico scoraggiando l’espressione di altri desideri o stati d’animo. Ciò implica la necessità di fare altre domande. È fondamentale costruire un rapporto di fiducia e dare la possibilità di esprimere tutto ciò che l’utente desidera. È necessario dare il tempo alla persona di riflettere ed esprimersi. Persone con handicap o anziane possono avere tempi di reazione e di decisione più rallentati.

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Regione Lazio. 25.000 euro a Under-35

Prorogata al 16 giugno 2020 la scadenza per la presentazione di progetti di utilità sociale rivolti ai giovani, promossi da associazioni giovanili (metà più 1 componenti consiglio direttivo, con meno di 35 anni).

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Il cambiamento è una questione di fiducia

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Un’accurata analisi della domanda 

A volte i pazienti non vengono in seduta per cambiare, ma solo per confidarsi con qualcuno su argomenti che non vogliono o non possono affrontare all’esterno, per solitudine o per avere qualcuno con cui sfogarsi. Questo aspetto oltre a dover essere chiaro allo psicoterapeuta è importante che venga esplicitato e il paziente se ne renda conto e se ne prenda la responsabilità.

Capire su cosa si vuole attuare il cambiamento e fissare obiettivi concreti e definibili.

Chi intraprende un percorso, il più delle volte, intende eliminare dei sintomi (ansia, depressione, insonnia, disturbi dell’alimentazione, ecc.) ritenendo che la semplice evacuazione di vissuti possa essere una catarsi sufficiente alla rimozione delle problematiche. In realtà il cambiamento richiede un po’ più di impegno.

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Covid-19. Meccanismi di difesa e comportamenti a rischio.

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Da più parti ci giungono inviti a non mollare la presa sulle cautele per evitare il contagio. Allo stato attuale è più corretto dire che le misure di distanziamento sociale hanno impedito un dilagare incontrollato dell’epidemia e il collasso del Sistema Sanitario, piuttosto che produrre un’inversione di tendenza rispetto ai contagi. Essi infatti si attestano sui circa 4 mila al giorno.

Nella popolazione sta sopraggiungendo stanchezza, insofferenza ed ansia per le attività lavorative e sociali sospese: tutti aspettano con grande apprensione la comunicazione circa l’effettiva partenza della Fase 2, ma è notizia di ieri che il lockdown si prolungherà fino al 3 maggio.

E allora la nostra mente inizia a produrre “teorie” di senso comune che ci aiutano a giustificare i nostri comportamenti a rischio ed a camminare sul filo delle ambiguità delle ordinanze per poter uscire di casa ed avere un minimo di vita sociale.

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Questo comportamento, seppur comprensibile, ci espone al rischio di contagio, mette in pericolo i nostri cari e costringerà tutto il Paese a periodi di chiusura delle attività produttive che rischiano di protrarsi fino all’effettiva commercializzazione di un vaccino prevista fra 18 mesi.

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Solo per citarne alcuni veicolati dai social:

  • SPOSTAMENTO – Il virus uccide solo chi ha patologie pregresse e gli anziani: soprattutto nei primi momenti dell’epidemia il Covid-19 veniva rappresentato, anche dagli esperti, come un virus che potesse richiedere ricovero o portare alla morte solo coloro che, avendo altre patologie, sarebbero comunque destinati alla morte; in queste settimane abbiamo visto purtroppo giovani anche di 18 anni dover essere intubati ed altri morire; dividere la società in sani e malati, oltre ad essere immorale, è assolutamente rischioso;
  • NEGAZIONE – Con il Coronavirus ci sono stati tanti morti quanti gli altri anni:  in realtà le persone decedute per Covid-19 sono più di 18 mila in uno spazio di poco più di 1 mese con una progressione che si stima, senza restrizioni, sarebbe costato la vita ad oltre 40 mila persone.
  • IMPOTENZA – Il virus sarebbe nell’aria: ciò giustificherebbe il trasgredire l’indicazione del Governo per prevenire il contagio; in realtà non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino la capacità del virus di attaccarsi alle polveri sottili e spostarsi nell’aria; quindi mantenere la distanza di 1-2 metri e usare le mascherine sono misure che riducono significativamente il rischio di contagio.
  • RAZIONALIZZAZIONE – Annullare o trasgredire le disposizioni del Governo favorisce l’immunizzazione del popolazione; ammesso che ciò sia possibile in tempi ragionevoli, necessiterebbe il contagio di almeno il 60% della popolazione con un tributo di morti incalcolabile.
  • PROIEZIONE – Le teorie complottiste creano un nemico invisibile sul quale proiettare il senso di colpa per i propri comportamenti irresponsabili; nei giorni passati si sono diffuse teorie sulla creazione artificiale del virus o sulla sua diffusione intenzionale, la maggior parte sono fantasiose, le altre sono state smentite. Tuttavia, possono avere l’effetto di deresponsabilizzarsi per i comportamenti che causano contagio e morti: a monte, la responsabilità sarebbe di un’entità distante e misteriosa che avrebbe “creato” o diffuso il virus.
  • SOSTITUZIONE – L’insostenibile ansia e deprivazione di stimoli dovuti al pericolo e all’isolamento vengono sostituiti con un’emozione più accettabile come la rabbia; è così che si moltiplicano le invettive verso chi per necessità hanno diritto ad uscire da parte di chi non ha ragioni di urgenza per farlo; atti di aggressione verbale sono stati rivolti anche a genitori con bambini o a persone affette da autismo i cui familiari hanno pensato di doverle identificare con un nastro azzurro, cosa che ha prodotto indignazione in altri per l’aspetto stigmatizzante che un gesto del genere comporterebbe.

Pur comprendendo che è molto difficile attuare un’applicazione stringente delle misure di distanziamento sociale, è necessario evidenziare che, oltre al moltiplicarsi dei contagi, ciò veicola altri 2 rischi molto gravi:

  • non raggiungere l’obiettivo di azzeramento dei contagi, che attualmente con un’applicazione pedissequa delle regole è previsto per il 19 maggio, determina la procrastinazione del ritorno alla normalità o comunque dell’allentamento dei divieti e il ritorno alle attività produttive;
  • una mancata autoregolazione da parte della società determinerà l’applicazione di un atteggiamento repressivo da parte delle Forze dell’Ordine, inasprimento delle sanzioni ed esacerbazione della conflittualità sociale.

Ciò che può aiutare a gestire l’isolamento e lo stress è riportare gli eventi nella nostra sfera di influenza: in altri tempi si sarebbe detto che bisogna spostare il Locus of control dall’esterno all’interno. Come fare?

  • Adattandosi alla situazione di distanziamento sociale trovando modalità creative per continuare a svolgere tutte le attività produttive e sociali;
  • Considerando l’applicazione rigorosa delle raccomandazioni per la prevenzione del contagio, la via maestra per limitare i danni ed imparare a convivere con il virus…

…fino a quando sarà pronto il vaccino o verranno individuati trattamenti farmacologici veramente efficaci.

Riferimenti:

Covid-19. Sonno e sistema immunitario.

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Diversi studi hanno mostrato un incremento di citochine infiammatorie fra le persone che dormono poco e/o male. Queste catene proteiche sarebbero i prodotti di scarto di una risposta eccessiva da parte del sistema immunitario.

Un fenomeno analogo è stato osservato, in forma molto più intensa (i medici lo hanno paragonato ad una sorta di tempesta infiammatoria), nei polmoni dei pazienti che, a seguito dell’infezione del Covid-19, sviluppano una Sindrome Respiratoria Acuta Grave tale da richiedere il ricovero in ospedale, se non addirittura in terapia intensiva e l’intubazione.

Vista la grande variabilità di sintomatologia dell’infezione da Covid-19, che può andare dalla totale assenza di sintomi fino alla polmonite grave, è importante tenere in considerazione anche fattori aspecifici che possono giocare un ruolo di modulazione della risposta immunitaria, nonché il decorso della malattia.

Uno di questi fattori è, come detto, la qualità del sonno. La quantità ottimale, che è correlata alla qualità, deve essere compresa tra le 6 e le 8 ore (in rari casi anche 5 ore). Dormire di più o di meno può essere la spia di una scarsa qualità del sonno.

L’alterazione delle abitudini di vita può influire sul ritmo sonno/veglia. Nell’articolo del prof. Luigi De Gennaro docente di  PSICOBIOLOGIA E PSICOLOGIA FISIOLOGICA:TEORIE E METODI e di PSICOFISIOLOGIA presso la facoltà di psicologia de “La Sapienza” di Roma, alcuni accorgimenti per il ripristino di una fisiologica alternanza tra sonno e veglia. Spicca, fra gli altri suggerimenti, quello di astenersi dall’utilizzo di dispositivi elettronici, dal fare attività fisica e dal mangiare o bere, almeno 90 minuti prima di addormentarsi.

Clicca qui per leggere la versione integrale dell’articolo.

Altri riferimenti:

https://www.humanitasalute.it/in-salute/benessere-casa-e-lavoro/65379-sonno-e-sistema-immunitario-quale-legame/

https://scienze.fanpage.it/pazienti-con-coronavirus-traditi-dal-sistema-immunitario-cose-la-tempesta-di-citochine/

 

Roma. Buoni spesa: come fare domanda.

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Possono richiedere il contributo economico le persone e le famiglie in condizione di assoluto o momentaneo disagio, privi della possibilità di approvvigionarsi dei generi di prima necessità.

Clicca qui per scaricare il modulo di domanda (N.B. Chi non ha la stampante può ricopiarlo, firmarlo e fare una foto con il cellulare):

Modello di domanda (Docx)

Modello di domanda (pdf editabile)

Indirizzo mail a cui inviare le domande a seconda del proprio indirizzo di residenza (N.B. Se non si è residenti si può inviare la richiesta a: supportorup.dipsociale@comune.roma.it) 

  • I mun1.emergenzacovid@comune.roma.it
  • II mun2.emergenzacovid@comune.roma.it
  • III mun3.emergenzacovid@comune.roma.it
  • IV mun4.emergenzacovid@comune.roma.it
  • V mun5.emergenzacovid@comune.roma.it
  • VI mun6.emergenzacovid@comune.roma.it
  • VII mun7.emergenzacovid@comune.roma.it
  • VIII mun8.emergenzacovid@comune.roma.it
  • IX mun9.emergenzacovid@comune.roma.it
  • X mun10.emergenzacovid@comune.roma.it
  • XI mun11.emergenzacovid@comune.roma.it
  • XII mun12.emergenzacovid@comune.roma.it
  • XIII mun13.emergenzacovid@comune.roma.it
  • XIV mun14.emergenzacovid@comune.roma.it
  • XV mun15.emergenzacovid@comune.roma.it
  • Dipartimento Politiche Sociali (esclusivamente per i non
    residenti) supportorup.dipsociale@comune.roma.it

 

Per ulteriori info: https://www.comune.roma.it/web/it/bando-concorso.page?contentId=BEC560368

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Roma. Tampone senza uscire dall’auto.

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Per accedere al tampone drive-in è necessario prima farsi prescrivere dal Medico di Medicina Generale (medico di famiglia) un test sierologico che è possibile effettuare tramite prelievo di sangue in uno dei presidi sanitari presenti nella regione Lazio.

In caso di positività, che attesta che l’organismo ha sviluppato anticorpi in risposta al contatto con il virus) è necessario informare immediatamente il proprio medico, rispettare le norme di distanziamento sociale anche con i propri familiari e, entro 48 ore con la ricetta dematerializzata fatta dal proprio medico e la propria tessera sanitaria, provvedere a fare il tampone in uno dei presidi drive-in di seguito riportati. 

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Se si ha febbre e sintomi simil-influenzali come tosse, mal di gola, respiro corto, dolore ai muscoli, stanchezza o si è entrati in contatto con persone con sintomi di malattie respiratorie, consultare al telefono il proprio medico di base, oppure chiamare il 1500.

Quanti hanno il prefisso telefonico 06, possono chiamare anche il numero ☎ 112. Per tutti gli altri prefissi del Lazio, chiamare il numero ☎ 800 11 88 00.

Stare a casa restando in contatto

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“L’Attesa” 2015 di Roberta Maola
Matita su Carta 63/48 cm

Oggi più che mai è fondamentale rimanere in contatto pur stando a casa. L’isolamento può portare con sé ansia, rabbia, tristezza e paura, emozioni che peggiorano il nostro stato d’animo, ci rendono più difficile rispettare le regole, nonché hanno un effetto deleterio sul funzionamento del sistema immunitario.

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Cosa è possibile trovare in un colloquio di consulenza psicologica?

  • Comprensione: in questo momento in cui la priorità assoluta è rimanere in casa e proteggersi e proteggere gli altri dal contagio, trovare uno spazio per esprimere la sofferenza che questa richiesta di disciplina e controllo porta con sé è fondamentale;
  • Informazioni: è importante selezionare le informazioni utili e incoraggianti, scartare le fake news e difendersi dallo stillicidio di informazioni sconfortanti dei quotidiani bollettini medici: l’epidemia si fermerà, allo stesso tempo aggiornarsi continuamente sulla conta dei nuovi contagi, dei decessi e dei guariti, fornisce solo un’illusione di controllo e instilla un senso di ansia ed impotenza. Tutto ciò che possiamo fare è rimanere in casa. 
  • Soluzioni: l’obbligo di rimanere in casa comporta la necessità di trovare anche soluzioni pratiche per svolgere le incombenze quotidiane e per scacciare la monotonia. Nella consulenza psicologica si possono cogliere spunti di confronto per soluzioni creative a queste necessità.
  • Prevenzione disagio psicologico: la consulenza psicologica monitora anche il rischio di sviluppare comportamenti ossessivi, ansie, depressione, aiutando a razionalizzare le difficoltà del particolare momento.
  • Elaborazione preoccupazioni per le attività sospese: lavoro, scuola, relazioni, sono tutte attività cadute in un limbo di sospensione che comporta non solo un danno economico, ma anche contraccolpi relazionali ed emotivi. Ci sono poi persone che al contrario devono fronteggiare difficoltà derivanti dalla sospensione dei servizi genitori con i figli, caregiver familiari di persone con disabilità.
  • Ascolto per operatori sanitari, assistenti domiciliari e altre figure professionali che mantengono servizi essenziali: queste persone si trovano a dover lavorare per garantire attività che sono importantissime per la salute e il sostentamento, al tempo stesso vivono con l’ansia del contagio oltre che affrontando in molti casi turni massacranti.

 

Sola lì rimase speranza: progetto artistico di Roberta Maola

Nell’ambito del progetto si svolgerà il laboratorio espressivo condotto da Lelio Bizzarri “Il peso specifico delle parole” presso il MACRO il 22 dicembre alle ore 11. E’ consigliata la prenotazione a info@bizzarrilelio.it o whatsapp 3478468667.

PROGRAMMA Sola lì rimase Speranza di ROBERTA MAOLA

COMUNICATO STAMPA
21-22 DICEMBRE 2019
Museo MACRO ASILO / BLACK ROOM
“SOLA LI’ RIMASE SPERANZA”
Progetto artistico di ROBERTA MAOLA
Testo critico di Beatriz Leal Riesco

 

[…] Ma la donna di sua mano sollevò il grande coperchio dell’orcio e tutto disperse,
procurando agli uomini sciagure luttuose. Sola lì rimase Speranza […] – Esiodo

 

Ma di cosa è fatta la Speranza? Tra letture, interventi, performance e laboratori, tutti i visitatori sono invitati a realizzare insieme all’artista un’opera partecipata, per rispondere collettivamente a questa domanda.
Come afferma Beatriz Leal Riesco nel suo testo critico: “Roberta Maola ci propone un esercizio di partecipazione e creazione congiunta dell’opera. Trascendendo l’atto di ricezione passiva dell’oggetto artistico e la paternità del genio individuale classici, l’artista ci invita alla contemplazione intima dei dettagli di un disegno iperrealista per poi coinvolgerci in una performance collettiva, semplice in termini di materiali e realizzazione, quanto complessa in termini di proposta concettuale. L’installazione Sola lì rimase Speranza nasce dall’esigenza dell’artista di ricercare risposte collettive al periodo storico complesso in cui viviamo.” È così che l’arte di Roberta Maola, concepita come sinonimo di libertà e come mezzo espressivo per aprirsi al mondo, diventa un invito esplicito in controtendenza alla paura, alla rabbia e all’isolamento esistenziale, che minacciano le relazioni empatiche fra gli esseri umani.
“Di fronte alla lettura veloce e acritica dell’informazione delle reti social e delle piattaforme di consumo audiovisivo, concepite per addomesticarci e condurci a un binge-watching sterile ed infinito, questa installazione ci obbliga innanzitutto a una riflessione attenta, seguita poi da una chiamata all’azione. Ci troviamo davanti a un coraggioso gesto, trasformatore della pulsione visiva in pensiero; un pensiero che diventa testo per trasformarsi, in ultimo, in una voce collettiva ma non per questo priva d’identità”.
Le opere proposte dall’artista saranno gli strumenti attraverso i quali il pubblico interagirà costruendo a propria volta un’opera partecipata, simbolo di un dono che ognuno di noi può fare agli altri: il regalo autentico della collaborazione, dell’impegno e della solidarietà.
Conclude Beatriz Leal Riesco: “Il percorso artistico di Roberta Maola, fino ad oggi caratterizzato da disegni iperrealisti a matita su carta, realizzati con impressionante maestria e minuziosità, compie con questo progetto un passo in avanti, dimostrando la sincronia dell’artista con il suo tempo e collocandola al centro, affinché in futuro possa occupare differenti spazi di riflessione […].”

Tutto il progetto artistico, realizzato con il patrocinio dalle associazioni culturali Hidalgo, Officina d’arte, Aspic Psicologia e SIPAP-Società Italiana Psicologi Area Professionale, si svolgerà nella Black Room del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Sabato 21 e Domenica 22 Dicembre 2019; in programma anche l’Autoritratto dell’artista nella Sala Cinema. Nel corso delle giornate verranno proposte al pubblico diverse attività che vedranno alternarsi come ospiti artisti ed esponenti di diversi ambiti culturali e professionali, tra cui Tomaso Binga, Lelio Bizzarri, Laura Cianca, Stefano Crispino, Giulia Del Papa, Roberto Gramiccia, Michela Lardieri, Paola Romoli Venturi e Silvia Stucky.

Programma:
Sabato 21 ore 17-22
ore 17,00 Accoglienza;
ore 18,00 Lettura di Laura Cianca a seguire interventi di Stefano Crispino, Roberto Gramiccia e Roberta Maola;
ore 19,00 Performance di Tomaso Binga.

Domenica 22 ore 10-13 e 15-20
ore 10,00 Accoglienza;
ore 11,00 Laboratorio espressivo “Il peso specifico delle parole” condotto da Lelio Bizzarri;
ore 15,00 #AUTORITRATTO in Sala Cinema;
ore 17,00 Lettura di Michela Lardieri a seguire “Risposta Performativa” di Paola Romoli Venturi;
Performance “Equilibri” di Silvia Stucky;
Lettura di Michela Lardieri a seguire il pubblico sarà invitato a partecipare, assumendo un ruolo attivo, all’azione performativa collettiva “Il sentimento esposto” di e con Roberta Maola.

MACRO-Museo d’Arte Contemporanea di Roma – Via Nizza 138 / Ingresso libero
INFO: http://www.museomacro.it | http://www.robertamaola.com – Ufficio Stampa: 349 3821783

 

Cenni biografici
Allieva di Mario Di Girolamo in arte Gimar, Lindo Fiore e Rita Mele, Roberta Maola si è formata artisticamente presso l’Istituto Statale d’Arte “A. Valente” di Sora (Fr). Nel ’93 allarga i suoi interessi allo studio della psiche iscrivendosi alla Facoltà di Psicologia Università “La Sapienza” Roma. Ultimati gli studi lavora nel terzo settore parallelamente si occupa anche di grafica pubblicitaria per enti pubblici e no profit, sua è la campagna su territorio nazionale del Mese del Benessere Psicologico ed. 2010 organizzato dal S.I.P.A.P. Nel 2013 sceglie di dedicarsi totalmente alla sua ricerca artistica. Arte e psicologica come linguaggi idiosincratici tra di loro, opposte angolazioni di un unico processo esplorativo della medesima entità: i processi di pensiero, l’animo umano nella sua intima soggettività. Partecipa a diverse esposizioni personali e collettive collaborando insieme a molti nomi importanti del panorama artistico, le sue opere sono state pubblicate su cataloghi, siti e riviste specializzate, quotidiani e copertine di libri. Hanno scritto sul suo lavoro: Annarita Borrelli, Daniela Cocco, Giulia Del Papa, Massimiliano Ferraggina, Roberto Gramiccia, Araxi Ipekjian, Beatriz Leal Riesco, Michela Lardieri, Sarah Palermo, Alessandra Rinaldi, Raffaella Rinaldi, Andrea Ungheri. Mostre Personali: 2016, “Nessuno sogna, di ciò che non lo riguarda” (a cura di A. Ungheri, cat. con testi di S. Palermo, A. Ungheri, con il Patrocinio del I Mun. Comune di Roma), Polmone Pulsante, Roma; 2015, “Cinquantatrè anni sette mesi e undici giorni notti comprese” (a cura di G. Del Papa, cat. con testi di R. Rinaldi, G. Del Papa, con il Patrocinio del Comune di Casalvieri), Casa Comunale, Casalvieri (FR); 2015, “DISSONANZE” (a cura di Mauro Rubini, testo in catalogo di Beatriz Leal Riesco), Galleria Abc Art, Roma. Principali Mostre Collettive e Progetti Artistici: 2019, “Rete di Ricordi – Progetto per la memoria del museo Tucci” (organizzato e a cura di R. Melasecca interno 14 next, S. Stucky, M. Marinaccio), MACRO ASILO Museo d’Arte Contemporanea, Roma; 2019, MARATONA METROPOLIZ | LA CITTÀ METICCIA COMPIE 10 ANNI”, Installazione Apri la porta e accendi la luce, MACRO ASILO Museo d’Arte Contemporanea,, Roma; 2019, “Premio arts in Rome 2019 – mostra finalisti”, (organizzato e a cura di Artists Rome), Margutta Home, Roma; 2019, Copertina del libro “Divers-abilità: invenzioni per rendersi felici” (di L. Bizzarri, Edizioni ilmiolibro.it), Roma; 2018, “Una festa dell’Arte. Opera come Progetto” (a cura di A. Nassisi), Casa della Cultura, Caprarola; 2018, “Pesanti come coriandoli ” (cura e testo di R. Gramiccia), Castello dei Conti de Ceccano; 2018, “EMPATIA” (cura e testo di Maria Laura Perilli), Galleria Triphè, Roma; 2018, “Umanità Dispersa” (cura e testo di R. Gramiccia), Archivio Menna-Binga, Roma; 2018, “Arte da Macello”(organizzato e a cura di ignorarte.it cat. con testi di A. Borrelli), installazione permanente al MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove Metropoliz Città Metticcia, Roma; 2018, “Dimensione fragile” (a cura di P. Paesano, J. Pignatelli), Biblioteca Vallicelliana, Roma; 2017, “Natura Bianca” (a cura di D. Perego, V. Biasi), Interno 14, Roma; 2016, “…il tentativo di una via, l’accenno di un sentiero” Centro di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Roma; 2015, “Luce, degrado e speranze delle nostre città e della nostra società moderna” (a cura di T. Masoero), Sala dei Chierici – Biblioteca Civica Berio, Genova; 2014, “CONTESTUALMENTE” a cura di G. Morabito), Galleria Monogramma Arte Contemporanea, Roma; 2014, “CASA MIA CASA MIA” Sala del Carroccio – Campidoglio, Roma; 2013-14, “Espressioni” Eventi espositivi itineranti in 4 tappe: La Spezia, Taranto, Benevento, Napoli; 2013, “Comunicazione urgente” (organizzata a cura da Arte PerOGGI), Teatro dei Dioscuri – Complesso del Quirinale, Roma.