Indennità Covid-19 Lavoratori domestici

I lavoratori domestici possono fare all’INPS domanda presso i patronati o su portale dell’INPS per l’indennità di 500 euro per aprile e maggio per un totale di 1000,00 euro.

Informazioni
Con decreto-legge 19 maggio 2020, numero 34 (pubblicato in G.U. n.128 del 19-05-2020), tenuto conto del perdurare dell’emergenza epidemiologica legata al diffondersi del virus Covid – 19, per i mesi di aprile e maggio è stata prevista un’indennità destinata ai lavoratori domestici (LD), pari a 500 euro per ciascun mese, da erogarsi in una unica soluzione.

L’indennità LD verrà erogata sulla base della domanda presentata attraverso le funzioni messe a disposizione in queste pagine del sito web dell’Istituto, ovvero rivolgendosi al Contact Center. Accedendo alle funzioni disponibili nel menù di sinistra si potranno comunicare le informazioni necessarie per l’istruttoria della domanda. La domanda può essere presentata anche attraverso uno degli Istituti di Patronato, di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152.

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Chi può chiedere l’indennità
L’indennità è destinata ai lavoratori domestici, non conviventi con il datore di lavoro, in possesso dei seguenti requisiti:

  • avere, alla data del 23 febbraio 2020, almeno un contratto di lavoro domestico attivo validamente iscritto presso la gestione datori di lavoro domestico dell’INPS;
  • i contratti di lavoro da considerare devono essere tutti quelli la cui instaurazione non è stata rifiutata da INPS, per non possesso dei requisiti previsti dalla normativa sui rapporti di lavoro domestico;
  • la durata complessiva dell’orario di lavoro, prevista dall’insieme dei contratti di lavoro attivi alla data del 23 febbraio 2020, deve essere superiore a 10 ore settimanali; questa durata deve risultare dalle comunicazioni inviate a INPS dal Datore di Lavoro entro la predetta data;
  • che non sono titolari di pensione ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità di cui all’articolo 1 della legge 12 giugno 1984, n. 222;
  • che non sono titolari di altra tipologia di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato – fatta salva la titolarità di un rapporto di lavoro di tipo intermittente;
  • che non sono percettori di alcuna delle indennità/prestazioni legate all’emergenza Covid-19 di cui al decreto-legge 17 marzo 2020 numero 18 e al decreto-legge 19 maggio 2020, numero 34.

Cumulo dell’indennità per lavoratori domestici con le misure di sostegno alla povertà fino ad un massimo di 500 euro

In caso di soggetti che percepiscono una misura di contrasto alla povertà (esempio Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza), l’indennità è riconosciuta comunque fino al raggiungimento della somma di 500 euro mensili ad integrazione della somma percepita a titolo di RDC/PDC.

Come compilare la domanda

Per compilare la domanda occorre avere a disposizione il codice IBAN, intestato al richiedente, sul quale avverrà l’accredito dell’importo dovuto in caso di esito positivo della istruttoria. In alternativa può essere selezionata la modalità di pagamento tramite bonifico domiciliato con riscossione diretta della somma spettante presso uno qualsiasi degli uffici postali sul territorio nazionale.

Nel caso in cui non si disponga di una residenza sul territorio nazionale è necessario comunicare nella domanda anche il proprio domicilio in Italia.

È possibile compilare la domanda e lasciarla nello stato di «bozza» fino a quando non si ritiene che i dati inseriti siano completi e corretti. Tuttavia, è importante tenere presente che la domanda nello stato «bozza» non verrà lavorata. La domanda nello stato di bozza sarà salvata negli archivi dell’Istituto ma non sarà lavorata. Affinché possa essere avviato il processo di lavorazione è necessario che il richiedente confermi i dati inseriti e trasformi la domanda da «bozza» a «presentata».

Alla presentazione della domanda sarà rilasciata al richiedente una ricevuta con un numero identificativo, ma senza il numero di protocollo ed il riferimento della sede INPS di competenza. La protocollazione avverrà in un secondo momento e sarà inviata al richiedente una notifica per avvisare che ricollegandosi alla sezione Consultazione pratica e pagamenti potrà scaricare la ricevuta completa del numero di protocollo e del riferimento della sede INPS.

Altre funzioni

Una volta presentata la domanda, usando le funzioni presenti nel menù di sinistra, sarà possibile:

  • ristampare la ricevuta
  • monitorare lo stato della lavorazione della pratica
  • variare i dati per l’accredito del pagamento

Le funzioni di ristampa non sono disponibili per le domande nello stato bozza e la modifica dei dati per l’accredito del pagamento è possibile solo fino all’avvio del processo di emissione del pagamento. Nella sezione che consente il monitoraggio dello stato di lavorazione della domanda il richiedente potrà verificare lo stato in cui la domanda si trova.

Relazione insegnanti-genitori in bambini affetti da Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività.

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Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività è definito nel Manuale Diagnostico Statistico (DSM– IV) come “una modalità di disattenzione e/o di iperattività-impulsività che è più frequente e più grave di quanto si osserva tipicamente in soggetti ad un livello di sviluppo paragonabile”.

Come tale esso va considerato evitando però:

  • da una parte di stigmatizzare il comportamento del bambino come deviante attribuendo ad esso giudizi di valore;
  • dall’altra di etichettare il bambino come malato e di assumere un atteggiamento terapeutico mirato esclusivamente al trattamento dei sintomi e alla normalizzazione del comportamento del bambino.

La cura del bambino con Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività è un processo complesso all’interno del quale il bambino stesso, i genitori, il corpo docente e gli alunni hanno tutti un ruolo cruciale. Il ricorso a soluzioni d’emergenza, quali il trattamento farmacologico, rischiano di esasperare il problema o di produrre danni sul bambino a carattere iatrogeno.
Obiettivo del seminario di oggi è quello di descrivere l’importanza della partecipazione alla cura del bambino con Disturbo di Attenzione/Iperattività nel ruolo di interfaccia con la famiglia e di illustrare tecniche di comunicazione e di interazione all’interno della relazione di sostegno e di aiuto ai genitori che affrontano il delicato problema del figlio o della figlia.

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La relazione tra Microbiota dell’intestino e disordini degenerativi

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Photo by Javon Swaby on Pexels.com

Mentre il ruolo del microbiota intestinale è ben consolidato nella patogenesi dei disordini gastrointestinali come la sindrome del colon irritabile e la colite ulcerosa, un crescente corpo di ricerche implica il suo coinvolgimento nello sviluppo di vari danni neurodegenerativi. L’evidenza più forte finora riguarda la Sclerosi Multipla, il Parkinson e i disturbi dello spettro autistico. Crescenti evidenze, inoltre, si concentrano sul fatto che l’alterata composizione microbiotica giocherebbe un ruolo nello sviluppo dell’Alzheimer, nell’infarto e nella SLA.

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Fase 2. Torniamo ai passatempi o ricerchiamo intimità in sicurezza?

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“Alla ricerca del tempo perduto” 2014
Matita su Carta di Roberta Maola

Siamo entrati nell’agognata e temuta Fase 2. Ovvio che la ripartenza delle attività produttive e sociali è fondamentale per evitare il crollo del sistema economico e il collasso psicologico e sociale. Tuttavia, deve essere ben chiaro a tutti che una nuova ondata di contagi avrebbe ripercussioni drammatiche innanzitutto a livello sanitario e in secondo luogo per le conseguenze di un nuovo prolungato lockdown.

Cosa fare dunque? Gli elementi individuati da chi dall’alto sta gestendo l’emergenza

(Governo, Protezione Civile, ISS, ecc.) sono: Dispositivi di Protezione Individuale, App Immuni, tamponi e test sierologici. Ok. Posto che il Governo riesca a dotarci di questi strumenti in tempo utile, le domande fondamentali sono due: questi strumenti sono davvero efficaci? E soprattutto: ognuno di noi avrà la volontà e la capacità di usarli al meglio?

E forse è questa la domanda che ci dovremmo porre tutti più seriamente e che ci riguarda più da vicino, in un’ottica che vede la nostra libertà come direttamente proporzionale al nostro senso di responsabilità. Perché al di là dei dubbi sull’efficacia dell’App Immuni e dei test sierologici, della disponibilità di mascherine in numero sufficiente o di accesso tempestivo ai tamponi, il più grande errore che le istituzioni e le persone possono fare è quello di pensare che la gestione dell’emergenza sanitaria sia un processo che possa passare sopra la testa di ogni singolo individuo, che possa, cioè, essere gestito solo tramite algoritmi, obblighi e ammortizzatori sociali, prescindendo dal contributo soggettivo di ognuno.

Nei prossimi mesi ci attende la sfida di riuscire ad integrare nella vita quotidiana, in maniera perdurante e costante, tutte le prassi di prevenzione del contagio. Anche in Fase 2 gli spostamenti e gli incontri con le altre persone dovranno continuare ad essere ridotti a quelli veramente importanti e dovranno essere condotti con la massima attenzione nell’usare i dispositivi di protezione individuale, nell’applicare le norme igieniche e nel rispettare il distanziamento. Per quanto odiose queste prassi possano essere, sono l’unico modo per evitare il perpetuarsi dei contagi visto che questo virus ha la subdola caratteristica di farsi ospitare senza produrre sintomi (o producendone aspecifici) nella stragrande maggioranza di casi.

Ognuno dovrebbe, pertanto, comportarsi come se fosse portatore di contagio e come se, anche il più stretto familiare, possa potenzialmente essere ospite del virus. Questa affermazione può sembrare esagerata. D’altro canto se si rispolverano e capitalizzano gli insegnamenti derivanti dalle campagne contro la diffusione dell’HIV, ci si rende conto come entrambi i virus debbano la loro “fortuna” a credenze erronee, come quella di pensare che colpiscono solo alcune categorie di persone, e a resistenze a mutare le abitudini nel modo di relazionarsi. Era il 1995 quando a noi studenti della Facoltà di Psicologia ci spiegavano come il preservativo fosse, a torto, considerato un elemento di separazione fra partner, mentre in realtà il suo utilizzo è un gesto d’amore che rinsalda il legame di coppia nell’assunzione di reciproca responsabilità per la salute dell’altro.

Oggi come allora siamo chiamati a frenare l’impulsività e a restituire intenzionalità alle nostre rel-azioni. Pensiamo che il distanziamento sociale ci ha privato del piacere di stare con gli altri, ma se vogliamo essere davvero onesti con noi stessi, il distanziamento sociale ci ha privato, il più delle volte, di “passatempi”, “rituali” e “giochi relazionali” ovvero di attività stereotipate, svuotate di significato e sentimento che spesso ci lasciavano insoddisfatti, se non addirittura ci facevano stare male.

Al contrario, la ricerca dell’intimità può avvenire anche senza contatto fisico e persino senza parole. Avviene quando ciò che diciamo è sincero, sentito e muove emozioni positive. Intimità è divertimento, incoraggiamento, vicinanza nell’ascolto. Quante volte riempiamo di parole i silenzi?  Eppure essi sono lo spazio psicologico di cui l’altro necessita per maturare pensieri ed emozioni, il tempo che diamo a noi stessi per osservarne il viso, la gestualità, la postura.

Ricercare l’intimità ai tempi del coronavirus significa cogliere il sorriso negli occhi laddove la bocca è coperta dalla mascherina, percepire la forza e il movimento di una stretta di mani coperte dai guanti. Significa, in ultima analisi, valorizzare ciò che nella quarantena rimane, piuttosto che rimpiangere ciò che si è perso.

Regione Lazio. Contributi per disoccupati, rider e studenti.

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Photo by Samantha Garrote on Pexels.com

Dalla prossima settimana sarà possibile fare domanda per contributi riservati a:

  • Tirocinanti che hanno visto la sospensione del loro tirocinio a causa del Covid-19. Domanda dalle 9 del 4 maggio. 600,00 euro.
  • Colf e badanti che hanno visto sospeso o cessato il proprio contratto di lavoro. Domanda dalle 9 del5 maggio. Da euro 300,00 a euro 600,00 in base all’orario del contratto cessato o sospeso.
  • Rider per acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale. Domanda dalle 9 del7 maggio. Euro 200,00.
  • Disoccupati e sospesi dal lavoro che non ricevano altri ammortizzatori sociali. Domanda dalle 9 del 7 maggio. Euro 600,00.
  • Studenti che necessitino di dispositivi quali pc, tablet o smartphone per la didattica a distanza. Domanda dalle 9 del 8 maggio. Euro 250,00.

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Le domande devono essere presentate esclusivamente attraverso la procedura telematica accessibile dal sito https://generazioniemergenza.laziodisco.it dell’ente DiSCo, attivo a partire dalla data del 04 maggio 2020 (per la prima misura). Assistenza telefonica n. 06/49701850 attiva dal 1°maggio 2020. Orari: da lun. a ven. ore 09.00-16.00. Festivi ore 09.00-14.00. Informazioni: nessunoescluso@laziodisco.it assistenza@generazioniemergenza.laziodisco.it